Autour du Corps

Omaggio al Bauhaus

Un viaggio cosmico in cui tutto ruota attorno ad un corpo vestito da nove cerchi concentrici che pulsa e respira. Aereo contorno e ingombro pesante; richiamo al cosmo e alla terra. La gonna invita a un viaggio onirico e ipnotico che parla di corpi, forme, equilibri e disequilibri oltre che di pesantezza e di respiro .Tracce di spirali, cerchi e linee, forse per incontrare il punto infinitamente piccolo e il punto infinitamente grande, forse per prendere coscienza del rapporto tra il dentro e il fuori del nostro corpo e dei suoi opposti, allegoria della nostra condizione umana. Accade che possono venirci a cercare immagini aspre o dolci per convertire e rinnovare lo sguardo, grazie a delle nuove e magiche “vestizioni” che avvengono in un moto continuo, senza possibilità d’arresto. Un viaggio aereo accompagnate da una rielaborazione della Sagra della Primavera di Stravinsky e da una composizione musicale dal ritmo potente, incalzante.

Coreografia Tiziana Arnaboldi
Danzatrici Marta Ciappina, Eleonora Chiocchini
Musica a cura di Mauro Casappa
Ideazione oggetto Claudia Broggi
Creazione Luci François Gendre, Elia Albertella

Coproduzione Teatro San Materno Ascona e Neuestheater Basilea-Dornach
Con il sostegno di Repubblica e Cantone Ticino DECS Swisslos, Prohelvetia, Comune di Ascona, Carl Weidemeyer, Fondazione Pende

Danza e Mistero

Omaggio alla danzatrice belga Charlotte Bara

Lo spettacolo unisce la bellezza al mistero del gesto e della poesia. Elementi forti che mi hanno stimolata a creare movimenti di mani, di braccia e di sguardi, grazie all`osservazione di sue foto, unici elementi visivi arrivati a noi, custodite nell`archivio del museo comunale di Ascona e curate dalla storica Michela Zucconi Poncini . Le mani sono il filo conduttore di ogni sua danza, lei diceva che noi respiriamo il mondo attraverso le nostre mani, esse traducono il pensiero più sottile per unire il fisico e lo spirito. Per lei ogni movimento deve “inviare le sue vibrazioni fino al cielo e diventare parte dell`eterno ritmo.” Sono immagini che mi hanno invitata a leggere con sensibilità il suo credo spirituale, ma allo stesso tempo mi hanno permesso a intraprendere liberamente la mia visione di danza.Sulla scena si presentano tre danzatrici di grande spessore, che disegnano nello spazio la magica forza creatrice di Charlotte Barra grazie alle sue posture gotiche, che hanno esaltato scrittori, poeti, pittori e artisti nei vari ambiti. Forza magica che le danzatrici abbinano a movimenti di gambe e di bacino per intraprendere un dialogo sincero tra il gesto storico di Charlotte Bara e la danza di oggi: la danza contemporanea.Altro elemento fondamentale per la danzatrice Bara è la musica.In“ Danza e mistero” Mauro Casappa, ha inserito le musiche più care a lei: Bach, Pergolesi, Leo Kok, adagio di Domenico Scarlatti e il Requiem per Mozart. Ed è In questo tessuto che abbiamo inserito un linguaggio musicale contemporaneo creando atmosfere di grande intensità sonora.

Interpreti Marta Ciappina, Eleonora Chiocchini,Valentina Moar
Mauro Casappa ricerca musicale
Oscar Accorsi video Bara
Christoph Siegenthaler disegno luci

Coproduzione Teatro San Materno Ascona

Il Canto del Corpo

Dalla terra alla luce, dall’alba al tramonto per dare origine ad azioni, memorie ed emozioni,nella magia del silenzio e della luce. Cinque danzatori di grande spessore si incontrano in uno spazio circondati da 5 quintali di sassi di fiume, alla ricerca dell`animale che è in loro. Gesti e suoni vibrano liberi per incontrare memorie che il corpo prova a cantare nei due punti fermi sui quali possiamo sempre contare: l`alba e il tramonto.
I loro gesti trasformano la scena in un campo energetico in cui corpi, spazi, suoni, sguardi e mani, formano un`unica entità, volta ad esprimere l`inesprimibile e a rendere concreto l`invisibile.

Coreografia Tiziana Arnaboldi
Danzatori Eleonora Chiocchini, Marta Ciappina, Pierre-Yves Diacon, Maxime Freixas, David Labanca Musiche a cura di Mauro Casappa
Luci Elia Albertella

Coproduzione Teatro San Materno Ascona
Produzione sostenuta da Repubblica e Cantone Ticino, Comune di Ascona, Fondazione Pende

Spazi sospesi

“Vivere é passare da uno spazio all`altro cercando di non farsi troppo male” Georges Perec

Vorrei che esistessero luoghi stabili, immobili, mai toccati e quasi intoccabili, immutabili. Luoghi che ci aiutano a dare punti di riferimento e di partenza, delle fonti: la casa dove sarei nata, l’albero che avrei visto crescere …
Come pensare il nulla senza mettere automaticamente qualcosa intorno a questo nulla, senza farne un buco nel quale ci si affretta a mettere qualcosa, uno sguardo, un bisogno, un destino, una mancanza,…
Dobbiamo convivere con spazi fragili che il tempo consuma, distrugge; i ricordi ci tradiranno, l’oblio si infiltra nella nostra memoria. Nel nostro buco di spazi, intraprendiamo con gli interpreti un viaggio di esplorazione per disegnare porzioni di spazi, micro‐mondi invasi da fasci di luce, di vibrazioni di suoni e di oggetti meccanici che attraversano il corpo, portatori di gesti alla ricerca del nostro motivo di una danza come guida alla verità e alla nostra umanità sospesa tra il reale e l’immaginario.
Sulla scena due danzatori, due personalità che si contraddistinguono per il loro diverso agire e osservano le situazioni venutasi a creare; l’essere umano si mette in un continuo confronto-scontro. Desiderano entrare in empatia tra oggetto-soggetto, è corretto invertire i ruoli o semplicemente cercano di abbandonare il loro corpo, la loro mente in spazi e volumi altri per sospendersi e iniziare il loro viaggio in uno spazio senza confini.

Coreografia e regia Tiziana Arnaboldi
Interpreti 
Eleonora Chiocchini danzatrice: portatrice di un linguaggio sospeso, immaginario David Labanca danzatore: portatore di un linguaggio concreto ma assurdo
François Gendre costruttore composizioni di fasci di luce, oggetti meccanici e performer
Mauro Casappa ricerca musicale

Coprodotto da Teatro San Materno
Con il sostegno di Swisslos Repubblica e Cantone Ticino, Pro helvetia, Comune Ascona, Ernst Göhner Stiftung

Dentro Jawlensky

“Suonava dipingendo”
Dava voce con il colore a “quell’organo che risuonava in lui e doveva far suonare”

Il nostro quadro “Dentro jawlensky”é un incontro fra le arti con danzatori, musicisti e cantante soprano. Le tonalità cromatiche richiamano tonalità musicali ed entrambe rimandano a tonalità di gesti in un continuo alternarsi di ritmi per inbattersi in strati profondi e intimi e diventare un solo “eccomi!”. Un invito per interpreti e spettatori ad aprire un nuovo spazio tra conscio-inconscio, tra visibile-invisibile, per un andare oltre la bellezza, cercando quella strada obliqua che osserva e contempla il mondo esterno come fosse un abbraccio mai terminato.
È una danza di musica, voce e gesti che si sviluppa in punti diversi e dilaga via via trascinando tutti con sè. Lo spazio gira, i vari linguaggi si interrogano tra tensioni e rilassamento, tra volumi pieni e vuoti, tra il movimento perpetuo e l’immobilità, tra lo sguardo aperto e chiuso.
Il “caos”che ne segue (linee che si scontrano, si accostano, si ordinano, si scombussolano, si delineano e si distruggono) vuol cancellare le diversità esteriori per mettere a nudo la nostra vera identità, dove pensieri, esperienze e idee vagabondano in un continuo divenire di risonanze e vibrazioni interiori.

Coreografia Tiziana Arnaboldi
Danzatori Eleonora Chiocchini, David Labanca Cantante Soprano Laure Barras Chitarra Mimmo Prisco Percussioni Luciano Zampar Creazione video François Gendre Disegno luce Felix Leimgrüber
Assistente Pierre-Yves Diacon

Coprodotto dal Teatro San Materno, Ascona e da Alexej von Jawlensky-Archiv S.A.
La produzione è sostenuta da:
Repubblica e Cantone Ticino, ProHelvetia, Comune di Ascona, Fondazioni Sophie und Karl Binding, Ernst Göhner, Familien Vontobel

Attesa ni na na

-Liberamente tratto dal testo “Aspettando Godot”

5 danzatori-attori: 2 donne 3 uomini. L’insieme delle preoccupazioni umane. Una panchina come luogo d’ incontro o di possible incontro.Una cornice che ti guarda, che gira e disorienta il dentro/fuori, la scena/platea, il danzatore/spettatore.Una voce e un violino per dare corpo all’attesa.Un fosso per ritirarsi all’ultimo istante nell’ombra, un passo più in là. È l’attesa di tutte le attese,Il tentativo dei danzatori personaggi di ricostruire la propria attesa, seduti uno accanto all’altro con l’urgenza di trovare sempre qualche cosa,per darsi l’impressione di esistere e sopportare quell’insostenibile senso di vuoto: l’attesa. Insieme si incontrano, si scontrano, si accostano, si ordinano, si scombussolano, si delineano e si distruggono.Tutto diventa inchiesta, tutto diventa materia palpabile.

Coreografia e regia Tiziana Arnabold
iinterpreti Giuseppe Asaro, Pierre-Yves Diacon, David Labanca, Françoise Parlanti, Nuria Prazakocchio
musiche a cura di Mauro Casappa
creatore luci François Gendre, assistente regia luci Catherine Rutishauser, Josef Busta

Coprodotto dal Teatro San Materno, Ascona
La produzione è sostenuta da:
Repubblica e Cantone Ticino, ProHelvetia,

Archivio

Tiziana Arnaboldi inzia il suo percorso nel 1987

Foto

Una carellata di foto degli spettacoli dal 1987